Silvana Stremiz – Comportamento
A volte la vigliaccheria sta nel parlare, a volte nel non farlo.
A volte la vigliaccheria sta nel parlare, a volte nel non farlo.
Oggi mi è passata davanti questa frase: “il fine giustifica i mezzi”. Analizzandola, per quel che capisco io è aberrante, questa frase attribuita a Machiavelli, che lui mai ha detto. Si permette di usare mezzi scorretti per arrivare ad uno scopo, questo è il senso?. quindi altro esempio Hitler era nazista per il bene della Germania? Qui non possiamo dire che questo fine giustifichi il genocidio. A voler analizzare in fondo si possono scoprire frasi che per secoli ci sono passate davanti, e si sentono pronunciare, ma sinceramente ne prendo le distanze.
Ricorda: anche in un mondo fatto di sogni, esistono gli incubi.
Se inciampi non te la prendere, imparerai a guardare meglio dove metti i piedi.
Quando venni la prima volta tra gli uomini commisi la stoltezza degli eremiti, la grande stoltezza: mi misi sul mercato.E quando parlai a tutti, non parlai a nessuno. E la sera, i miei compagni erano funamboli e cadaveri; e io stesso ero quasi un cadavere.Ma il mattino seguente mi portò una nuova verità: fu allora che imparai a dire: “Che mi importa del mercato e della plebe e il chiasso della plebe e le orecchie lunghe della plebe?”E voi, uomini superiori, questo imparate da me: sul mercato nessuno crede agli uomini superiori. E, se proprio volete parlare lì, sia pure! Ma la plebe ammiccherà: “Noi siamo tutti uguali!””O uomini superiori, non ci sono uomini superiori, noi siamo tutti uguali, l’uomo è uomo; davanti a Dio, siamo tutti eguali!”Davanti a Dio! – Solo che questo Dio è morto. Davanti alla plebe, invece, non vogliamo essere eguali. O uomini superiori, andate via dal mercato!Davanti a Dio! – Solo che questo Dio è morto. O uomini superiori, questo Dio era il vostro più grande pericolo.
la fatica di essere se stessi in questo mondo di gretti, leggeri, falsi e colmi…
Per anni restiamo prigionieri dei nostri ruoli e delle nostre maschere, dimenticandoci di poter essere registi della nostra commedia.