Luigi Pirandello – Comportamento
Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso.
Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso.
La mia follia è nel mio essere la mia pazzia nel vivere.
Quando venni la prima volta tra gli uomini commisi la stoltezza degli eremiti, la grande stoltezza: mi misi sul mercato.E quando parlai a tutti, non parlai a nessuno. E la sera, i miei compagni erano funamboli e cadaveri; e io stesso ero quasi un cadavere.Ma il mattino seguente mi portò una nuova verità: fu allora che imparai a dire: “Che mi importa del mercato e della plebe e il chiasso della plebe e le orecchie lunghe della plebe?”E voi, uomini superiori, questo imparate da me: sul mercato nessuno crede agli uomini superiori. E, se proprio volete parlare lì, sia pure! Ma la plebe ammiccherà: “Noi siamo tutti uguali!””O uomini superiori, non ci sono uomini superiori, noi siamo tutti uguali, l’uomo è uomo; davanti a Dio, siamo tutti eguali!”Davanti a Dio! – Solo che questo Dio è morto. Davanti alla plebe, invece, non vogliamo essere eguali. O uomini superiori, andate via dal mercato!Davanti a Dio! – Solo che questo Dio è morto. O uomini superiori, questo Dio era il vostro più grande pericolo.
Ebbene si, da oggi mi faccio i cavoli miei che mi sono rotta di rimetterci…
Non capisco quelle persone che ti fanno certe domande, mentre conoscono già le risposte.
Le tue parole mi scivolano addosso come sapone. Non sei stato all’altezza del mio amore e scusa se ora per me non esisti più.
La natura mi ha fatto dolce e la gente mi ha reso stronza.