Roberto Gervaso – Comportamento
Ci sono cose che preferiamo confidare agli altri che a noi stessi.
Ci sono cose che preferiamo confidare agli altri che a noi stessi.
Accade invece che, quando ci si trovi in disaccordo su qualche punto, e quando l’uno non riconosca che l’altro parli bene e con chiarezza, ci si infuria, e ciascuno pensa che l’altro parli per invidia nei propri confronti, facendo a gara per avere la meglio e rinunciando alla ricerca sull’argomento proposto nella discussione.
Avevo imparato a fregarmene di tutto, anche di me stessa.
Non ho nostalgia per il mio passato. Ho nostalgia per il passato in assoluto: gli anni 60′ di Kerouak, gli anni 20′ a Parigi della Generazione perduta, il 1890 di Dead Man, il 1904 di Barrie. Faccio film per vedere non un posto nuovo, ma un tempo diverso.
Comunicazione umana: scambiamo appena qualche parola e il discorso già finisce in un binario morto.
Confusione e cominciare a realizzare che è tutto reale. Scorrere e ripercorrere i miei pensieri, le mie idee e non riuscire a credere a una parola di comprensione. Il calore di mia madre è così dolce e sapere che deve lottare per una bestia mi fa entrare in uno stato di alienazione e apatia. Com’è ingiusta la vita con un angelo che sa volare. Ma anche se dentro so che non ci può essere gioia senza dolore, non riesco ad accettarlo, a capirlo e una rabbia forte che mangia il mio sangue cresce e cresce lasciandomi come una bambola di porcellana che nn deve cadere. Io son parte di lei e lei è parte di me e anche se non parla, il suo silenzio dice tanto e io vorrei darle più coraggio per un male che non si può spiegare ma si può combattere.
La superficialità è l’altro nome del dolore. Chi non concepisce ricerca farà da spettatore alla sua stessa vita.