Flavia Ricucci – Desiderio
Se di “te” mi raccontinon dire “noi”, non vogliosapere a chi appartieni.
Se di “te” mi raccontinon dire “noi”, non vogliosapere a chi appartieni.
Candidamente mi baci per svegliarmientri nel mio letto cerchi passionenon hai bisogno di parlarebasta la dolcezza del tuo sguardo per farti capire.Ti lasci andare in teneri abbracciil calore del tuo corpo nudoancora abbronzato dal sole dell’estateil tuo profumo e i tuoi contorniscaldano la mia voglia d’amarti e di entrare dentro di te.
Quello che vorrei non lo dico, non lo dico mai. Lo lascio lì, rinchiuso a chiave in un silenzio che mi urla dentro.
Certe volte non vedi l’oradi rivedere quella ragazzafuori dalla scuola che ami…Anche se lei non ti guarda e ti ignora,o addirittura non sa neanche una tua esistenza…Ma l’ami così tantoche non vedi l’ora che sia giàora di andare a scuolaper vederla almeno quei 5 minutiprima che suoni quella dannata campanellache ti porta via la cosa che più ami al mondo.
Fai ciò che desideri, sempre! Ma se proprio non puoi, meglio non parlare!
Se fossi Don Chisciotte costruirei castelli in aria ma a volte è meglio rimanere coi piedi per terra. Se fossi Willy Coyote non mi arrenderei nemmeno al decimo ostacolo ma a volte è meglio prendere di pugno la realtà. Se fossi Paperino aspetterei invano la dea bendata ma a volte è meglio andarsela a cercare. Se fossi David Copperfield creerei forti illusioni ma credo sia bene non giocare coi sentimenti. Se fossi il Barone Rampante guarderei tutti dall’alto ma credo che le Grandi persone sono innanzi tutto umili. Se fossi Età Beta soddisferei i bisogni degli amici ma credo che si debbano accontentare del sottoscritto… e in fondo quel gonnellino non mi donerebbe.
Vorrei scrivere con tè all’infinito, senza né penna, né carta, solo con l’ebbrezza di ogni nostro incontro…