Susan Randall – Destino
La solitudine è il destino di chi si affida a ciò che sente e non ha ciò che vede!
La solitudine è il destino di chi si affida a ciò che sente e non ha ciò che vede!
Catturerò il volto di un passante, catturerò il volo di un gabbiano, catturerò un fiore che germoglia, e ne farò poesia, catturerò un attimo infinito, ma sopra ogni cosa catturata, vorrei catturare il sentimento di emozioni avvolgente sensazione di attimi di anima poetica!
Per natura l’essere umano non si attribuisce le colpe dei propri fallimenti, per questo ha coniato il termine destino.
A volte mi chiedo: “Se veramente tutto è scritto a che serve vivere?”Poi mi rendo conto che se non l’ho scritto io o non me lo ricordo, il destino rimane nascosto e quindi le scelte che faccio sono scelte inconsapevoli. Ma cosa succede nel momento in cui scelgo consapevole di scrivere proprio in quel momento una parte della mia vita?
In questa epoca in cui ognuno cerca eroi per riemergere da tragitti stagnanti, cercando e desiderando, si può incorrere in un errore. Le maschere che ogni giorno vengono costruite per me, sulla base di quello che non è, non mi rappresentano. Io non sono quello che cercate, non lo sono mai stata, e non posso darvi quello che sperate. Sono l’illusione di un Padre scellerato, che nello sconforto per il figlio che ha mandato, cerca di assegnare un ruolo alla persona sbagliata, dandole forse la colpa per cui il re Davide è sempre stato cantore ipocrita, maschera di rovina e tirannide, offrendo costumi e specchi assurdi, immagini a trabocchetto, codici irragionevoli, mentre la maschera, il messia, l’Altro, che il mondo ingenuamente aspetta, solo per finire nell’ombra di ali nere e ragnatele, come cibo per la razza eletta, ha preferito la strada del dominio nascosto, ingannevole, scettico riguardo al destino intravisto, e io non posso essere quello che egli ha rifiutato. Mentre so che il destino, giusto o sbagliato che sia, è la ruota che porta con sé il tempo del mondo, e di fronte ad essa si possono accumulare montagne di cadaveri, ma non si fermerà, troverà sempre un’altra via, per la direzione inevitabile. Il destino non si può imbrogliare.
I sogni non sono fatti di carta, né bolle di sapone. I sogni sono fatti di emozioni, di sentimenti, ma soprattutto d’anima.
A volte, dalla sofferenza, sorge la piena consapevolezza che è giunto il momento di cambiare direzione.