Trilussa – Destino
Se me frulla un pensiero che me scoccia me fermo a beve e chiedo aiuto ar vino: poi me la canto e seguito er cammino cor destino in saccoccia.
Se me frulla un pensiero che me scoccia me fermo a beve e chiedo aiuto ar vino: poi me la canto e seguito er cammino cor destino in saccoccia.
La giustizia non governa la vita e la morte… altrimenti nessuna persona buona morirebbe giovane.
Forse il nostro destino è già tutto scritto, stampato e pubblicato nell’enciclopedia di ciò che sarà. A noi non è tenuto saperlo, a noi ci è stato dato il compito di vivere, di viverlo facendo si che si compia ciò che è gia inciso sulla nostra pelle. Vivendolo questo presente in un modo o nell’altro. Vivendo ciò che siamo e la nostra quotidianità, portiamo a far si che le pagine del destino si sfoglino, si avverino, si compiono. Ognuno di noi è alla scoperta del suo disegno, sogno, certezze. La cosa buffa è che ciò che cerchiamo è intriso e inciso soprattutto negli sbagli e nelle cadute e per scoprire il domani, e andare incontro al nostro destino; dobbiamo percorrere mille insicurezze, delusioni, amarezze per poterci afferrare alle redini delle certezze e consapevolezze. Ti sembrerà strano: “ma è così”.
Alcuni uomini sono destinati ad amare, inifinitamente, altri ad essere amati, senza tregua. Ma se mai s’incroceranno l’uomo troverà serenità? Si, prima o poi, il destino ci concede un chance, basta coglierla al volo, facile no?
Non potremmo in alcun modo capire il futuro se non tenessimo conto del passato.
Se ciascun l’interno affanno portasse scritto in fronte, quanti che invidia fanno farebbero pietà!
È il destino. L’unica cosa che nessuno può battere in astuzia.