Hans Christian Andersen – Destino
Non importa nascere in un pollaio quando si ha poi la fortuna di diventare un cigno.
Non importa nascere in un pollaio quando si ha poi la fortuna di diventare un cigno.
Che le cose vadano male è una previsione, che vadano peggio la vera sorpresa.
Il tempo è galantuomo, e questo mi consola, non certo per sete di vendetta, ma per la soddisfazione di vedere chi ha fatto del male vivere le stesse cose che ha riservato agli altri a causa della propria freddezza e cattiveria.
Ho offerto al destino ciò che restava di me in cambio di un attimo di felicità che permettesse al mio cuore di riprendere a battere.
Arriverà un giorno in cui tutti gli eventi, esattamente come un mosaico, acquisteranno una logica anche per gli occhi; e lì, ti racconterò tutte le stronzate che sto facendo e che ho fatto, per confluire fino a te, amore.
Dovevo fare una scelta e così mi affidai ad una moneta. Dentro di me sapevo quello che realmente volevo ma ero indeciso, avevo paura. Alla fine decisi ugualmente di lanciarla, mi preparai. Tremavo perché ciò che scaturiva doveva essere la mia scelta. La mano sudava, il cuore batteva. Per la strada non passava nessuno, ero io stesso il giudice, l’arbitro che doveva verificare la correttezza… sceglierò ciò che esce… ma all’improvviso, quando ero quasi pronto mi si avvicina un bambino malconcio, sporco, denutrito ma con un sorriso meraviglioso. Lui non mi chiese nulla mi guardava. Non aveva scelto, lo aveva fatto qualcuno al suo posto ed ora stava cosi a pagarne le conseguenze. Smisi di sudare, aprii la mia mano e diedi a lui quella moneta. O testa o croce, quella era la miglior scelta che potevo fare.
Il destino non ci precede: ci cammina a fianco.