Marco Giannetti – Dillo in quattro parole
Sceverati di tristezze superflue.
Sceverati di tristezze superflue.
Meraviglioso ma inevitabile tormento.
Sapere cosa è giusto e non farlo è codardia (Confucio)… Hai dato fiducia al buio ma ora sei in piena luce tra estranei che ti contendono la voglia di rinascere… non far spegnere mai negli altri il tuo esempio di forza.
Nella nebulosa polvere Afgana i nostri militari versano il sangue, restando inermi nell’arida terra di nessuno.Non è dal sangue che germoglia la speranza di una vita nuova, ma dalla volontà dei grandi di seminare colture di pace.
Devo parlare di me… per esistere, per vivere, per amare, lo farò nel vento e forse tu da lì mi sentirai… mio angelo, mio amore grande.
La tristezza si sveglia prima di me, non si fa trovare impreparata e mi fa la sua accorta accoglienza; non la scaccio via, la tengo buona perché non chiami a sé le sue compagne a far festa del mio animo.
Il sorriso è la porta dell’animo.