David Grossman – Dillo in sei parole
Non è bene che l’uomo sia.
Non è bene che l’uomo sia.
Un calore timido fluiva tra di loro, sguardi che spianavano l’anima.[…] a volte aveva l’impressione che si fossero trasferiti in un campo magnetico completamente diverso dal suo, in cui vigevano leggi e sentimenti (ma soprattutto assenza di sentimenti) che lei non riconosceva, un terreno ingombro di un filo spinato aggrovigliato in cui inciampava, vacillava, barcollava fino al ridicolo a ogni passo. […] Sospirò, pensando a come mai negli ultimi anni si fosse specializzata nel cercare segni di vita negli altri.
Chi non ha palle… ne racconta!
Le pareva di avere delle spine nei polmoni, e, curiosamente, le venne da pensare che Avram avrebbe potuto sfilargliele con delicatezza, a una a una.
Camminavano chiacchierando concitate, agitando le mani: per strada, nel corridoio della scuola, avanti e indietro, passando da un argomento all’altro, rammentandosi di ciò che avevano lasciato in sospeso in precedenza, riallacciandone i fili, sciogliendoli e riannodandoli, tessendo stretta e fitta la trama della loro amicizia.
Lei: stella che illumina l’oscurità.
Tentazione: ciò che non si concretizza.