Giuseppe Catalfamo – Dillo in sei parole
Che meraviglia cullare ancora fanciulleschi sogni.
Che meraviglia cullare ancora fanciulleschi sogni.
Adoro filosofeggiare sul senso della vita, su quel che potrebbe esser l’uomo nell’ambito dell’universo, sulla nostra presunta intelligenza.Analizzandomi all’eccesso dell’iperbole confesso a me stesso che questa è una voglia atavica del mio ‘es’ma anche un più terreno sogno d’esser ascoltato per poter non fare un cazzo…come i veri filosofi.Mi sento comunque “bene” e “meglio” di chi per non fare un cazzo ha inventato religione e politica.
Un uomo per essere “grande” deve avere almeno una debolezza.
Ancor più d’ogni religione, d’ogni idolo o feticcio,la creazione in assoluto con più proseliti dell’uomo “sociale”,è l’invenzione dell'”Anima”.Financo l’assassino per vezzo, il più truce criminale,l’innominabile stupratore pedofilo pensa d’averne una.Pensiero spesso supportato dalla stadera della giustizia!
È bello averti al mio fianco.
Non avere dei limiti ci limita.
Maurizio Ortolani, colonna sonora della mia vita ha traslocato le sue note nell’arida terra, ma la sua melodia è in me. Ricordo che m’insegnò ad entrare nei componimenti, diceva di un brano che ti emoziona “Va ascoltato tre volte”. Tre è un numero ricorrente nella vostra religione e per me la musica è un culto. La prima volta devi prestare attenzione solo alla voce cercando d’esularla dalla musica che ascolterai la seconda volta comportandoti al contrario, la terza volta sentirai solo lo strumento che più t’illumina. Ancora oggi volteggio nella stanza buia sorridendo al flauto di Ian Anderson. È così che diverrà più d’un emozione, sarà un organo in più del tuo corpo… penso con le lacrime agli occhi quale possa essere il motivo che possa accompagnare il mio viaggio… piango perché troppo poca è una morte sola.