Nicola Manna – Felicità
Esiste un limite per il dolore, ma non per la gioia.
Esiste un limite per il dolore, ma non per la gioia.
L’ostentazione di felicità mi pare il più eclatante segno di insicurezza. È il fragore che annuncia una tempesta. Chi è felice, invece, si scorda di dirlo, si scorda di mostrarlo. Chi è felice si muove silenzioso, nella sua felicità. E la sua calma ammorbidisce ogni cosa.
“Mi sento bene perché il mondo va bene”. Sbagliato! Il mondo va bene perché io mi sento bene.
Non ho le ali, ma ho la mia moto.
Ho paura perché sono felice, e una felicità così grande puoi provarla solo quando stai per perderla.
Impara a guardare oltre alle cose, qualsiasi cosa riserva una parte di se positiva. Guarda il mare, non guardare il colore rozzo che lo riempie ma pensa al perché “si è” ridotto così, prendi il largo e varca la sua infinità. Guarda un barbone, non stargli alla larga solo perché pensi che non abbia niente da darti o che ti possa portare malattie, pensa invece quanta sfortuna deve avere avuto, pensa come lo farebbe felice fare due parole, avvicinati e sazialo. Guarda ad un nemico, pensa a chi tra i due credi sia nel giusto e chi ha meno da perdere, pensa chi l’ha ridotto malvagio e cerca di portargli qualcosa di buono; quando arriva il momento di pensare a qualcosa, ad un’azione da compiere per esempio, pensa a quello che davvero di buono puoi fare tu, non chi ti sta attorno e fallo. Vuoi rendere felice te stesso o gli altri?
Ogni essere umano ha il diritto di perseguire la gioia.Per gioia si intende ciò che lo rende felice, non necessariamente ciò che rende felici gli altri.