Jorge Luis Borges – Felicità
Ho commesso il peggior peccato che si possa compiere: non sono stato felice!
Ho commesso il peggior peccato che si possa compiere: non sono stato felice!
Piccole gocce di felicità, formano il mare delle mie emozioni…
La vita e la felicità erano le facce di una moneta che un giorno qualcuno, per dispetto, fece in modo che questa ruotasse continuamente su sé stessa, per impedire che entrambe si incontrassero. Ma ad un certo punto, la vita fu stanca di girare a vuoto, e raccogliendo tutte le sue forze riuscì a stringere la mano alla felicità. Una volta ricongiunte, divennero invincibili e rotolando di pari passo riusciranno a scalare persino la montagna delle avversità, e una volta giunte in cima vissero nuovamente in perfetta armonia come all’inizio dei tempi.
Se pur dalla durata di un sol battito di ciglia, quel momento era talmente intriso di sensazioni, che mai più uscirà da dentro me.
La felicità non è nell’appagamento totale, ma nell’attesa di raggiungere la sua pienezza, altrimenti il desiderio si priva della sua fiamma che diventa subito cenere.
L’amicizia fra un uomo e una donna è sempre un poco erotica, anche se inconsciamente.
La felicità riposa nella serenità di una coscienza pulita.