Lella Mei – Figli e bambini
I figli sono quello che gli fai respirare.
I figli sono quello che gli fai respirare.
In fondo al mio cuore c’è un bambino desideroso di libertà, d’amore, di serenità ma gratificato in gran parte da una vita che per fortuna mi ha dato ogni occasione di mettermi in gioco o ritirarmi dai giochi quando mi pareva, questa forma di appagamento è quello che sento e amo oggi come oggi.
“E tu chi sei?” “Mi chiamo Mattia, piacere di conoscerti. In verità ci siamo già conosciuti, ma eri una scricciola di otto o nove anni, forse non ti ricordi.”
Beati gli ultimi, se i primi faranno la fine dei palloni che salgono in alto in cielo: esplodono.
“La mamma parla con l’urna.” “Quale urna?” “Quella della nonna” si stizzisce Danilo. “Perché ne abbiamo un’altra, in casa?”
Una madre può per cento figli, ma cento figli non potranno mai per una madre, seppur lei mai smetterà di amarli!
Al mio ricordo, al tuo ricordo, al mio pensiero, al nostro interminabile battito di ciglia. La mia paura, il mio progetto, il tuo domani, scolpiti per sempre nella catena della mente. Tutto in un sogno, nel buio della lunga notte. Ora solo speranze, ora ancora domande, ora e sempre sete di risposte. Ed io ancora lì, attaccata a quel battito di ciglia, che ti guardo crescere, abbracciata a te, avvolta nella nostra nuvola d’amore. Non temere nulla angelo mio, la vedi quella luce? È verso quel punto che dobbiamo volare.