Davide Capelli – Abilità
La scrittura progettata? La scrittura pensata? Ma cazzo!… bevi e scrivi… che devi progettare?
La scrittura progettata? La scrittura pensata? Ma cazzo!… bevi e scrivi… che devi progettare?
Chi beve solo acqua prova le stesse emozioni di un gambo d’insalata.
Lascia fluire il pensiero che ti tormenta come il fiume che sgorga dalla sorgente, seguine il percorso e lasciati trasportare fino al mare del tuo sapere. Si confonderà con le onde della vita e non sarà più così importante.
Ricominciare da zero. Quante volte l’ho fatto! Ed ogni volta ho pensato di non farcela, ma invece ogni volta è stata una vittoria. Niente mi fa paura ormai, niente mi scoraggia. Nessuno può giudicare le tue scelte, la tua vita, il tuo pensare e le sue ragioni. Il giudizio è qualcosa che scivola fuori dalle bocche superficiali. La ragione e il rispetto è qualcosa che vive nell’anima di persone vere.
Il tempo in cui viviamo oggi tende a consumarci dal consumismo a smaterializzarci dalla ricerca disperata di aggiungere materia alla materia, apparenza all’apparenza, esasperazione nella ricerca del concetto comune e trainate di ciò che è e di ciò che non è riconosciuto dai più, consumazione dei giorni passati nell’inettitudine di un’apparenza ingannevole e meramente priva di supporti nelle relazioni umane e comportamentali.L’abilità sta nel trovare il “canale conduttore” che delinei i marcatori essenziali per la sopravvivenza a tutto ciò; ognuno deve trovare il suo attraverso la differenziazione, la non omologazione comune, l’originalità dell’accettazione dell’essere come si è con il perseguimento della “differenziazione” che ognuno, nel suo piccolo può ottenere sia egli un nobile borghese o un mercante di stracci.L’abilità sta nell’essere uomini nel momento in cui “l’uomo”, (sia egli donna o uomo), smette di essere tale nei nostri confronti e di esserlo con forza nuova quando vi è un confronto alla pari con i propri simili.L’abilità è un mezzo: non un fine!
L’anima vaga sperduta mentre il cuore guarisce le ferite.
Ho la netta sensazione che non tutti gli autori sappiano che quello che si scrive…