Michelangelo Da Pisa – Frasi su animali
La farfalla pecca di superbia quando dimentica d’esser stata un bruco.
La farfalla pecca di superbia quando dimentica d’esser stata un bruco.
Amo i gatti. Sono belli, eleganti, perfetti. Guardandoli, mi viene da pensare che, progettandoli, il Creatore si è, in qualche modo, superato: queste piccole tigri in miniatura sono tra i capolavori della Natura, questo sinonimo di Dio quando vuole mantenere l’incognito. E si sa che alla bellezza molto è perdonato. Anche se io, ai gatti, proprio nulla devo perdonare…
Un coccodrillo che piange non è detto sia triste…Una iena che ride non vuol dire sia felice…esattamente come l’uomo.
Se l’uso del cibo animale sovverte la quiete del consorzio umano, quanto è indesiderabile l’ingiustizia e la barbarie esercitata verso queste povere vittime! Esse sono chiamate a vivere dall’artificio umano solo allo scopo di vivere una breve e infelice esistenza di malattia e schiavitù, perché il loro corpo sia mutilato e violati i loro affetti. Molto meglio che un essere capace di sentimenti non sia mai esistito, piuttosto che sia vissuto soltanto per sopportare una dolorosa esistenza senza sollievo alcuno.
Quando guardi una pelliccia bellissima, morbida, calda, ricorda che quella non è solo una comunissima pelliccia. Sono tanti animali, piccoli, indifesi, che vengono uccisi e scuoiati vivi solo per una stupidissima moda. Quando guardi una pelliccia, pensaci, poi, cambierai idea.
Diventare vegetariano non è meramente un gesto simbolico. Non è neanche il tentativo di isolarsi dalle sgradevoli realtà del mondo, di mantenersi puro e senza responsabilità per la crudeltà e la carneficina che ci circondano. Diventare vegetariano è il passo più concreto ed efficace che si può compiere per porre fine tanto all’inflizione di sofferenze agli animali non umani quanto alla loro uccisione.
Proteggere gli animali contro la crudeltà degli uomini, dar loro da mangiare se hanno fame, da bere se hanno sete, correre in loro aiuto se estenuati da fatica o malattia, questa è la più bella virtù del forte verso il debole.