Paul Verlaine – Frasi in lingua straniera
Qu’il était bleu, le ciel, et grand, l’espoir!L’espoir a fui, vaincu, vers le ciel noir.
Qu’il était bleu, le ciel, et grand, l’espoir!L’espoir a fui, vaincu, vers le ciel noir.
Toi qui, comme un coup de couteau, dans mon coeur plaintif es entrée […].Infame à qui je suis lié comme le forçat à la chaine […]. Maudite, maudite sois-tu!Tu, come lama di coltello sei entrata nel mio cuore in lacrime […].Tu, infame alla quale con legato come il forzato alla catena […]. Maledetta! Maledetta!
For me, it doesn’t really matter whether you are a believer, an agnostic or an atheist. For me, what does count is the fact that you be actually honest with yourself and respect my choices just like i respect yours.A me non interessa affatto se sei credente, agnostico o ateo. Per me, ciò che conta davvero è che tu sia realmente onesto con te stesso e rispetti le mie scelte, nello stesso modo in cui io rispetto le tue.
Para mi solo recorrer los caminos que tienen corazon, cualquier camino que tenga corazon. Por ahi yo recorro, y la unica prueba que vale es atravesar todo su largo. Y por ahi yo recorro mirando, mirando, sin aliento.Per me c’è solo il viaggio su strade che hanno un cuore, qualsiasi strada abbia un cuore. Là io viaggio, e l’unica sfida che valga è attraversarla in tutta la sua lunghezza. Là io viaggio guardando, guardando, senza fiato.
Some few words whispered by the eyes may be worth quite a few spoken by the lips.Poche parole sussurrate con gli occhi, a volte valgono più di altrettante, dette con le labbra.
The evil will not beat me so easily, i will surely be “The Last of the Mohicans”.Il male non mi batterà così facilmente, sono sicuro che sarò “l’ultimo dei Mohicani”.
No princípio do fimHà ruídos que não se ouvem mais:- o grito desgarrado de uma locomotiva na madrugada- os apitos dos guardas noturnos quadriculando como um mapa acidade adormecida- os barbeiros que faziam cantar no ar suas tesouras – a matraca dovendedor de cartuchos- a gaitinha do afiador de facastodos esses ruídos que apenas rompiam o silêncio.E hoje o que mais se precisa è de silêncios que interrompam o ruído.Mas que se hà de fazer?Hà muitos – a grande maioria – que jà nasceram no barulho. E nem sabem, nem notam, por que suas mentes são tão atordoadas, seus pensamentos tão confusos. Tanto que, na sua bebedeira auricular, sò conseguem entender as frases repetitivas da música pop. E, se esta nossa “civilização” não arrebentar, acabamos um dia perdendo a fala – para que falar? Para que pensar? -, ficaremos apenas no batuque: “Tan! Tan! Tan! Tan! Tan!”Al principio della fineCi sono rumori che non si sentono più:- il grido solitario di una locomotiva nell’alba;- i fischietti delle guardie notturne che squadrano come una mappa la città addormentata;- i barbieri che facevano cantare per l’aria le loro forbici;- il tric-trac del venditore di castagne;- lo zufoletto dell’affilatore di coltelli.Tutti quei rumori che appena rompevano il silenzio. E oggi quel di cui più c’è bisogno sono silenzi che interrompano il rumore.Ma che possiamo farci? Molti – la grande maggioranza – sono nati già nel frastuono. E neanche lo sanno, neanche lo notano, tanto le loro menti sono stordite, i loro pensieri confusi. Tanto che, nella loro ubriacatura auricolare, riescono solo a sentire le frasi ripetitive della musica pop. E, se questa nostra “civiltà” non esploderà prima, un giorno finiremo per perdere la favella: perché parlare? Perché pensare? Resteremo soltanto col suono dei tamburi: “Tan! Tan! Tan! Tan! Tan!”