Michelle Miky A. – Frasi sulla Natura
Il silenzio è come il vento: a volte allontana, a volte riporta.
Il silenzio è come il vento: a volte allontana, a volte riporta.
Le querce che hanno allungato i rami tra quel fitto fogliame in cerca del sole, ora pare facciano il solletico alle nuvole basse.L’airone si alza dal laghetto e sembra riflettere nelle piume il grigio perlato del cielo.Sotto le suole il terreno è croccante di foglie cadute.L’abete sfoggia ancora le pigne più grosse.È arrivato l’autunno: la Natura ha indossato la vestaglia di flanella marrone bordata di grigio, una fragranza leggera e muschiata dopo i colori sgargianti dell’estate ed i profumi inebrianti e fruttati… si prepara al riposo… accesi restano, qua e là, solo timidi crochi e piccole bacche rosse.
L’arcobaleno è un’armonia di colori sotto forma di ponte.
L’estate è un fiore fresco che apre i suoi petali tra le braccia infinite del cielo.
Nell’immenso isolamento, nell’immensa ignoranza in cui ci dibattiamo non abbiamo altro modello, altro punto di riferimento, altra guida, altro padrone che la natura; e la voce che ci consiglia a volte di allontanarci da lei, di rivoltarci contro di lei, è ancor da lei che ci viene. Cosa faremo, dove andremo, se non l’ascoltassimo?
Amo la natura in ogni sua stagione. La primavera è quella che amo di più, amo il risveglio di tutto ciò che in inverno sembra essere addormentato, coperto sotto coltre bianca di neve. Dopo i lunghi mesi invernali gli animali ricreano i loro nidi per nuove famiglie, i fiori sono un’esplosione di mille colori e mille profumi, gli alberi si rivestono di verdi foglie e i prati invitano a passeggiare, correre e giocare. La primavera è ricolma di grazia e di vita. La primavera è bella come una poesia.
Non è compito mio decidere quale direzione deve prendere il futuro. La volontà e le azioni per giungere ad un risultato piuttosto che a un altro non sono le mie, ma del creatore e del giudice universale. Queste azioni susseguite nel tempo potrebbero essere paragonate a una complessa equazione. Gli dei credono che non si possa confutare il risultato, che può essere solo quello che vedono, e un mortale che giunge ad un’altra soluzione è solo per vanità, perché non è in grado nemmeno di intuire la matematica del tempo. La matematica non ha cinque o sei o sette risultati tra cui scegliere, ne ha uno solo. Ci possono essere diversi pareri per una soluzione complessa, ma solo uno è quello esatto. Così è solo Dio che può scegliere, tra la vita e la morte della sua creatura, l’universo e le sue stelle, di cui Egli, gli stessi dèi, e il Diavolo pure, fanno parte.