Federico II Re Di Prussia – Guerra & Pace
Se i miei soldati cominciassero a pensare, nessuno rimarrebbe nelle mie file.
Se i miei soldati cominciassero a pensare, nessuno rimarrebbe nelle mie file.
Noi ribelli non porgiamo l’altra guancia e nemmeno nascondiamo la mano quando tiriamo la pietra, anzi, siamo pronti per il secondo round se il primo non basta.
Umanità, sei tesa come una corda di violino pronta a suonare la sua ultima nota disperata di pace. Là il guerriero popolo si rifugia all’ombra di bombe inesplose: lì è la pace, il ribelle animo umano sente l’eco della propria fragilità di essere e si perseguita con falsi cartelli dai forti poteri; deboli di libertà umana. Libertà è ciò che ogni uomo chiede: ed è disperazione nel dire la propria opinione libertà gridata dai mille volti, da ogni razza sia essa armata amata o pacifista; solo questo per vivere.
La pace dei giusti è la guerra degli infidi.
Combattere una battaglia è bello. Che si perda o che si vinca rimane il gusto di averci provato.
Ogni volta che un soldato muore tutti urlano che è scandaloso (?)… Finché i soldati stanno nelle caserme in Italia ad annoiarsi è tutto ok, poi vanno in guerra (ma và?) e devono tornare subito a casa. Il fornaio fa il pane, il soldato le guerre. Quando muoiono gli operai chi deve tornare a casa?
Le guerre moderne, finché durano, fanno molti infelici, e quando son terminate non rendono felice nessuno.