Paolo Borsellino – Ipse dixit
Devo fare in fretta, perché adesso tocca a me.
Devo fare in fretta, perché adesso tocca a me.
…La sua bellezza esuberante e il suo sentire ingenuo agivano ognuno per conto proprio. Le pareva di essere una bambina inserita in un gioco di adulti, e che non le appartenesse. Ma il fisico prorompente urlava più forte della dolce ingenuità, recitava di una donna spregiudicata, opulenta, scandalosamente esuberante. Quanto forte era il contrasto tra quel corpo e il suo sentire. L’unica emozione fisica che conoscesse era quella strana tensione del ventre, palese denuncia di attrazione erotica, quando le piaceva qualcuno.
Io ritengo di essere geneticamente, istintivamente un innovatore.
Non sono xenofobo, ma dico cose xenofobe.
Non c’è fuori-testo.
Cosa vorrei sulla mia epigrafe? Data di nascita, data di morte. Punto.Le parole delle epigrafi sono tutte uguali. A leggerle uno si chiede: ma scusate, se sono tutti buoni, dov’è il cimitero dei cattivi?
La Carfagna chiede niente popo’ che un milione di euro. Bella donna ma che tariffe!