John Green – Libri
E ricordo di aver desiderato di non svegliarmi più.
E ricordo di aver desiderato di non svegliarmi più.
Vago per la terra, ma nel profondo so sempre che stai per arrivare.
Gli rivolgo uno sguardo astioso, come se fosse lui il responsabile, come se fosse colpa sua. Ma quando i nostri occhi si incontrano torno prigioniera del suo incantesimo, uno stupido pezzo di acciaio inerme attratto dalla sua irresistibile calamita.
La sofferenza di Damon stava diventando la sofferenza di Elena, mentre lei lo liberava da ogni evento doloroso, ogni tragedia, ogni crudeltà che nel tempo avevano formato i duri strati di indifferenza e insensibilità che imprigionavano il suo cuore.Strati, duri come la roccia del nucleo di una stella nana, che si spezzavano e volavano via. Continuamente. […] c’era qualcosa al centro, tuttavia: un nucleo più nero dell’inferno e più duro delle corna del diavolo…
Bisogna sognare: aggrapparsi alla realtà con i nostri sogni, per non dimenticarci d’esser vivi.Bisogna sognare: e, nel sogno, ritroveremo valori che avevamo dimenticato, scopriremo valori ignorati, ravviseremo gli errori del nostro passato e la fisionomia del nostro avvenire.
Allan, mio piccolo poeta, mio ragazzo grande, mio bacio e ponte e fiume, mia pietra e mie parole, Allan questo dovrei dirti, non quell’insulsa lettera, un concentrato di saggezza medioborghese. E non ce la faccio, cerca di capire. Allan come farò senza di te che pure non c’eri fino a così poco tempo fa?
L’imbecille legge i libri di storia sperando in un finale a sorpresa.