Angela Cicolari – Abilità
Quando il Programmatore universale sarà riuscito a sottomettere e convertire tutte le leggi fisiche si potrà cominciare a costruire case e templi partendo dal tetto?
Quando il Programmatore universale sarà riuscito a sottomettere e convertire tutte le leggi fisiche si potrà cominciare a costruire case e templi partendo dal tetto?
Giove splende superbo, unica stella sfavillante in un firmamento velato. Eppure nei sogni esiste un cielo nero di velluto, dove nessuna stella risucchia a propria gloria, disumana strage d’innocenti, la luce di altre, per costruire la propria grandezza.
La mente è un’amante agitata, che tu preferisci addomesticare lentamente, come se ne fossi un devoto discepolo, perché lei e non il tuo corpo, apre le porte a tutte le più grandi soddisfazioni.
Prima che piove non ci si bagna; perciò ogni difficoltà va superata quando si presenta.
Il trentadue è sempre un numero che porta guai. Molti guai.
Il tempo in cui viviamo oggi tende a consumarci dal consumismo a smaterializzarci dalla ricerca disperata di aggiungere materia alla materia, apparenza all’apparenza, esasperazione nella ricerca del concetto comune e trainate di ciò che è e di ciò che non è riconosciuto dai più, consumazione dei giorni passati nell’inettitudine di un’apparenza ingannevole e meramente priva di supporti nelle relazioni umane e comportamentali.L’abilità sta nel trovare il “canale conduttore” che delinei i marcatori essenziali per la sopravvivenza a tutto ciò; ognuno deve trovare il suo attraverso la differenziazione, la non omologazione comune, l’originalità dell’accettazione dell’essere come si è con il perseguimento della “differenziazione” che ognuno, nel suo piccolo può ottenere sia egli un nobile borghese o un mercante di stracci.L’abilità sta nell’essere uomini nel momento in cui “l’uomo”, (sia egli donna o uomo), smette di essere tale nei nostri confronti e di esserlo con forza nuova quando vi è un confronto alla pari con i propri simili.L’abilità è un mezzo: non un fine!
Il mistero della scrittura è che in essa non c’è alcun mistero.