Michela Strega – Libri
Ubriacano più le parole che l’alcool.
Ubriacano più le parole che l’alcool.
Leggere nuoce gravemente all’ignoranza.Regala un libro, regala un tesoro.
Avevo imparato a fottermene di tutto e di tutti ma di lui, lui no! Lui mi fotteva il cervello in ogni momento.
Non piangere. Fa’ che io possa sapere, qualunque sia la causa. Non trattenerti, non aver ritegno, ti dico: confidati con me. Con le parole, coi fatti, coi consigli io ti darò il mio aiuto.
È questo il guaio delle piccole città: ci sono milioni di legami di cui tenere conto.
Ma io, che non sono fatto per spassi,nè per la corte di specchi amorosi,io, che sono di rozzo conio e senza maestà d’amore per pavoneggiarmicon impudiche ninfe sculettanti,io, che sono amputato d’armonia,frodato di fatezze da Natura,deformato, non finito, speditoprima della mia ora al vivo mondomesso su a malapena per metà,e in modo cos’storpio e fuori tonoche se gli arranco accanto i cani stessi mi abbaiano contro -perdio, io, in mezzo ai pifferi di pacenon ho altro gusto per passare il tempoche spiare la mia ombra sotto il solee cantarmi la mia deformità,E così, non potendo far l’amantein questi giorni di bell’eloquio,io decido di essere malvagioe odiare questi inutili diletti.
Ma come ha potuto andar via lasciandomi in queste condizioni? Come può vivere senza aver fatto la pace con me?