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Alessia Porta – Libri

Avere una lista infinita di libri da leggere è un po’ come sognare. Avrai la certezza di vivere infinite volte.

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  • Pat Conroy – Libri

    Mi ricordo una sera d’estate: mia sorella, mio fratello ed io (eravamo molto piccoli e l’afa gravava come muschio sulla pianura) non riuscivamo a dormire. La mamma ci portò allora a fare due passi fino al fiume e alla darsena, benché Savannah e io avessimo un raffreddore estivo e Luke un eczema da calore. “Ho una sorpresa per i miei cocchi,” disse la mamma mentre noi guardavamo affascinati un delfino prendere il largo nell’acqua tranquilla, metallica. Sedevamo sulla punta del moletto e, stendendo le gambe, cercavamo di toccare l’acqua col piede. “C’è una cosa che voglio farvi vedere. Una cosa che vi aiuterà a dormire. Guardate là, figlioli,” disse, indicando l’orizzonte a levante. E, proprio in quel momento, dove essa indicava, la luna comparve, sollevando la fronte di uno stupefacente color oro al di sopra di una filigrana di nuvole che bordavano il cielo di veli. Le sere erano lunghe al sud, in quella stagione, e alle nostre spalle, in quello stesso momento, il sole stava tramontando in un tripudio di fiamme che incendiavano il fiume. Era come un duello di ori: l’oro nuovo della luna nascente, l’oro consunto del sole che scompariva all’altro capo del cielo. Così il giorno, dopo un’ultimo guizzo di danza sulle paludi della Carolina, moriva splendidamente sotto gli occhi di noi ragazzi, finché della luce dell’astro diurno non rimase che un listello intorno alle chiome delle querce acquatiche. La luna poi sorse veloce, come un’uccello che si leva dall’acqua, e salì in alto: fulva, poi gialla, poi giallino, poi d’argento, poi d’un miracoloso, immacolato pallore, al di là dell’argento, un colore che è proprio soltanto delle notti del sud. Noi bambini restammo estasiati di fronte alla luna che nostra madre aveva evocato dalle acque. Quando l’astro si fu inargentato, mia sorella Savannah, che aveva tre anni, esclamò “Oh mamma, fallo ancora!” E questo è il ricordo più antico che ho.

  • Stephenie Meyer – Libri

    “Un bel regalo riciclato”, mi disse serio. Mi prese il polso sinistro e sfiorò per un attimo il braccialetto d’argento. Poi mi restituì il braccio.Lo osservai con attenzione. Dalla parte opposta della catena rispetto al lupo adesso era appeso un cristallo a forma di cuore. Aveva un milione di sfaccettature, perciò brillava in maniera impressionante persino sotto la luce smorzata della lampada. Restai senza fiato.”Apparteneva a mia madre”. E si strinse nelle spalle. “Ho ereditato diversi ciondoli come questo. Ne ho regalato uno a Esme e uno ad Alice. Insomma, è chiaro che non è un granché”.Sorrisi mesta a questa sua ultima affermazione.”Ma mi rappresenta bene, credo”, continuò. “È freddo e duro”. Rise. “E, se esposto alla luce, irradia arcobaleni”.”Dimentichi la similitudine più importante”, sussurrai. “È bellissimo”.”E il mio cuore è muto come lui”, disse fra sé. “Anche quello ti appartiene”.

  • Sandro Veronesi – Libri

    Si vede abbastanza chiaramente quando una persona sta facendo una cosa che fa sempre: non si guarda attorno, non osserva gli altri, sembra a proprio agio, a casa. Questi due sono così. Arrivano in anticipo, per primi, e chiacchierano, ridono, gesticolano in grande intimità, anche se non c’è ancora il mucchio degli altri genitori a coprirli, a renderli meno appariscenti. Sembrano due amici d’infanzia e forse lo sono davvero: due amici d’infanzia che hanno fatto elementari e medie insieme e poi si sono persi al liceo e si sono ritrovati più tardi, magari perché hanno sposato due amiche, sì, e d’un tratto si sono scoperti molto più affini e compatibili di quanto pensassero, e il fatto di conoscersi fin da piccoli li ha rassicurati e li ha fatti diventare veramente amici. È chiaro, osservandoli, che quando l’uno ha un problema telefona all’altro. È così evidente.

  • Andrea Spartà – Libri

    “Le lacrime – pensò – portano con sé tutti i sentimenti che l’anima fa provare nel momento in cui vengono create… che sia gioia, disperazione, infelicità, frustrazione, soddisfazione, esultanza, tristezza, abbandono o qualunque altro sentimento, non importa… il modo più rapido e naturale per dimostrarlo è proprio quello di piangere. Le lacrime sono le messaggere della nostra anima e contengono tutta la potenza dei sentimenti che essa rende possibili.”Andry mosse appena un dito e subito tutte le gocce divennero sottili come pioggia e si precipitarono verso il triangolino per scomparire, man mano, dentro di esso.Lo spettacolo fu stupendo.