Anna Maria D’Alò – Libri
In un libro ci sono le impronte di chi lo ha scritto e le impronte di chi lo ha sfogliato.
In un libro ci sono le impronte di chi lo ha scritto e le impronte di chi lo ha sfogliato.
Il miracolo della natura si compie lì dove sono i suoi limiti, perché è in quell’istante che varia lo scenario delle immagininel loro continuo mutare e nell’indossare colori sempre diversi.
Insegnavo a Bolzano per cui dovevo viaggiare in continuazione, dovevo impegnare dei soldi che scarseggiavano prima di ricevere il “primo” stipendio. Dopo un mese di permanenza presso questi parenti, ricevendo finalmente la busta paga della cifra di 145 mila lire, comincio a fare progetti e sogni. Mi metto di nuovo alla ricerca minuziosa di una camera o un mini-appartamento e finalmente riesco a trovare una degna sistemazione presso una signora, di origini veronesi, a Laives; in questa misera ma confortevole stanza, comincio a sentirmi, come è giusto che sia, libera di sognare, respirare, vivere, mangiare quello che mi piace, quando e come voglio, senza centellinare ed aspettare che te lo mettessero quasi in mano (per il mio modo di essere)…
Cosimo non resse: ancora la lingua fuori sbottò: – Sai che non sono mai sceso dagli alberi da allora? – Le imprese che si basano su di una tenacia interiore devono essere mute e oscure; per poco uno le dichiari o se ne glori, tutto appare fatuo, senza senso o addirittura meschino.
Scegliamo il nostro mondo successivo in base a ciò che noi apprendiamo in questo.Se non impari nulla, il mondo di poi sarà identico a quello di prima, con le stesse limitazioni.
Fuori si è alzato il vento. Il temporale fa tremare i vetri e un battente si spalanca di colpo, urtando un vaso di terracotta che cade sul pavimento, rompendosi. In lontananza un cane abbaia e qualcuno grida qualcosa.Loro due, però, se ne fregano dei cani, della gente e di ciò che accade fuori.Più niente importa, se non l’ebbrezza di perdersi l’uno nell’altra, la vertigine di scivolare in un baratro e il timore che quel legame si spezzi.Adesso Ilena si aggrappa a tutto quello cui può aggrapparsi: i suoi capelli, l’odore della sua pelle, il gusto delle sue labbra. Benché il cuore le batta così forte da farle quasi male, vorrebbe che quel momento non finisse mai.Poi prova una sorta di vertigine, un senso di vuoto allo stomaco e qualcosa erompe in lei.D’un tratto le pare di essere fuori del tempo, di non tocare più terra, di essere eterna.Di essere proiettata molto lontano.Chissà dove.Altrove.
Spesso la verità non la trovi quando la cerchi, ma emerge da sola con il tempo.