Anna Maria D’Alò – Libri
In un libro le parole volano, come libere farfalle, nel cielo dell’immaginazione.
In un libro le parole volano, come libere farfalle, nel cielo dell’immaginazione.
La pittura è una danza di colori sulla piattaforma della tela.
Seguire con l’indice emozioni nere su sfondo bianco panna, avere la sensazione di una ruvida meraviglia sotto i polpastrelli, un viaggio tattile. L’incerta curiosità nel voltare pagina. Anche questo è un libro.
Sono solo parole, dopotutto, e io sto qui a elemosinarle, come un mendicante.
Un libro è un po’ come un figlio: nasce dalle nostre emozioni, dal nostro cuore.
Spike so di aver detto cose che possono esserti sembrate dure, ma lui non era così male! Lui… Tu hai salvato le nostre vite, in più di un’occasione. Sei stato attento a Dawn. Tu mi amavi.
Ho molto da dire, ma lo lascio a te. Lo lascio a quelli che meglio di me hanno la capacità di elaborare il proprio scontento, i fatti per sostanziarlo e la pazienza di dibattere dell’impossibile deprogrammazione dei proprietari delle piantagioni, dei loro operai e dei loro schiavi. Gli schiavi nati nel proprio mondo, che non si domandano nulla, inconsapevoli dell’approvazione, da parte della propria generazione, di un atteggiamento alla “è così che va il mondo”, derubati di una cultura della penna, nati in una penna che perde l’inchiostro, ma che si ricarica con la razzia dei beni effimeri e la preghiera per il superfluo attraverso la fede dettata dai signori feudali. “Prendere o lasciare”, “mangia questa minestra o salta dalla finestra”, “ti ho messo al mondo e dal mondo posso toglierti”, “sarò io a giudicare”. Nessun istinto di fuga, solo un gran trascinarsi gli uni sugli altri dentro una sovrappopolata cisterna, stesi nell’attesa di mangiare più di quel che occorre, e desiderosi di averne di più perché non si sa mai se risuccederà. Procreare, mangiare, aspettare, lamentarsi, pregare.