Edvania Paes – Libri
Da sempre ho il vizio di usare foglie e fiori come segnalibro. Mi da la sensazione di fare in modo che i libri che leggo tornino un po’ alla loro origine. Che si sentano a casa loro.
Da sempre ho il vizio di usare foglie e fiori come segnalibro. Mi da la sensazione di fare in modo che i libri che leggo tornino un po’ alla loro origine. Che si sentano a casa loro.
Il fatto era che, per tutto ciò che riguardava Will, stava sviluppando un nuovo tipo di sensibilità, come se lui fosse più netto, più a fuoco di chiunque altro avesse conosciuto fino ad allora. Tutto ciò che lo riguardava era chiaro, vicino e immediato.
I grandi amori stanno stretti ai cuori piccoli.
Nei libri ho incontrato l’universo: assimilato, classificato, etichettato, pensato, temibile anche; e ho confuso il disordine delle mie esperienze libresche con il corso casuale degli avvenimenti reali. Da ciò venne quell’idealismo per disfarmi del quale ho impiegato trent’anni.
I fantasmi non parlano. Inviano messaggi subliminali.
Gli animali non parlano, ma soffrono. E pensare che esiste ancora chi pensa che non possiedono un’anima. Se l’occhio è lo specchio del’anima, come negare la tristezza stampata in certi loro occhi.
Dodici grappe in mezz’ora fanno crollare un bisonte. Dodici grappe in un giorno fanno credere al bisonte che ci siano ancora pretarie senza cacciatori.