Marcel Proust – Libri
La fissai con la faccia di chi ha appena perso un treno.Per due giorni avevo nutrito un’illusione e adesso il mondo mi crollava addosso.
La fissai con la faccia di chi ha appena perso un treno.Per due giorni avevo nutrito un’illusione e adesso il mondo mi crollava addosso.
Quel che scrivo è solo frutto della mia mente, che stranamente, dice la verità!
Nessuno ha potere sul passato, il passato non si può cambiare, il presente è un riflesso di ciò che siamo stati, nient’altro.E il futuro esiste solo se non si fa nemmeno un passo indietro.
Ma lei – quel dono– l’aveva avuto fin dalla prima infanzia, e il Signore del Sole non poteva toglierglielo, poiché non era stato lui a darglielo.
Se cerchiamo qualcosa, anche quel qualcosa è in cerca di noi.
Mentre si muoveva appena dentro il suo bel cappotto nero, pensava che dopotutto la vita fosse un dono, che uno dei pregi dell’invecchiare fosse la consapevolezza che molti momenti non erano soltanto momenti, ma doni. E come era bello, davvero, che la gente facesse festa con tanto ardore in quel periodo dell’anno. Non importava che cosa la vita riservasse loro, […] nonostante tutto si sentivano spinti a fare festa perché in qualche modo sapevano, ciascuno alla sua maniera, che la vita era un dono da festeggiare.
Sono così bella che sono deforme.