Carlos Ruiz Zafón – Libri
La stilografica si fermò di colpo e gli occhi di Marina incrociarono i miei.Chiuse in fretta il quaderno.
La stilografica si fermò di colpo e gli occhi di Marina incrociarono i miei.Chiuse in fretta il quaderno.
Quello che ti fa più paura è la paura stessa, è molto saggio.
Quando pioveva forte, Max aveva l’impressione che il tempo si fermasse. Era come un momento di tregua durante il quale egli poteva interrompere qualunque cosa e mettersi semplicemente alla finestra a contemplare per ore lo spettacolo di quell’infinito velo di lacrime del cielo.
La fantasia umana è immensamente più povera della realtà.
La vita interiore è il centro più intimo dell’esistenza, dove si è se stessi e si gioca con le immagini infinite che trascorrono nella fantasia, si riflette e talvolta si medita. Qui, all’interno di noi stessi, può serbarsi qualcosa del mondo infantile abbandonato. Dentro di noi sopravvive infatti il suo ricordo e talvolta si riaccende con l’antica intensità: di fronte a un paesaggio, a una cortina di nebbia, a un cielo rannuvolato o splendidamente turchino, all’ascolto di una musica… Tenta di fissare questi ritorni all’infanzia il pittore o l’esecutore o il poeta che riesca ad imbrigliare in giri di pennellate, di tocchi, di parole la commozione trasognata che un dì lontano, fino ai due anni e mezzo, fu costante. Da una certa età in poi, la suddivisione atroce fra l’interiorità e il mondo esteriore si solidifica senza speranza… Invece della pienezza naturale si profila, da noi rigidamente, violentemente separato, uno spazio che ci rinserra ineluttabile, soverchiante, e taluni dei suoi abitanti ci si stringono addosso, ci forzano a guardarli e ad ascoltarli, a interrogarci su di loro, sicchè crediamo che tutto si riassuma non in noi, ma nel sito molteplice dove ci si trova. “(da “Lo stupore infantile”)
Kelley: “la forza della tua bellezza mi costringe al primo sguardo a dirti, anzi a giurarti, che t’amo. Meglio?”Sonny: “meglio. L’intonazaione non è ancora perfetta, però. Le ultima due parole. Ripeti quelle soltanto…”kelley: “cosa… t’amo…?”Sonny: “mmm” Annuì lui facendole un cenno di continuare.Kelley: Lei si raddrizzò e inspirò a fondo mentre si concentrava sulla modulazione della voce per accontentarlo.Si sporse verso di lui e nel tono più sincero e innamorato che trovò gli disse in un sussurro: “t’amo”.Sonny: “perfetto”.E perfetto fu il bacio.
È il dubbio che fa avanzare l’uomo nel suo cammino.