Larsson Stieg – Libri
Se la morte era il vuoto nero dal quale si era appena svegliata, allora non era niente per cui angustiarsi. Non avrebbe mai notato la differenza.
Se la morte era il vuoto nero dal quale si era appena svegliata, allora non era niente per cui angustiarsi. Non avrebbe mai notato la differenza.
Quando parliamo insieme, talvolta io sento che la sua voce è l’eco dell’anima mia.
Nessun altro libro che il mondo, nessun altra istruzione che i fatti.
Meglio regnare all’Inferno, che servire in Paradiso.
La frivola vanità, cormorano insaziabile, non esita a pascersi di se stessa.
Voglio che la scrittura mostri come sono complicate le cose e sorprendenti. Voglio emozionare i lettori, ma senza trucchi. Voglio che pensino sì, quella è vita. Perché è la reazione che ho io di fronte alla scrittura che ammiro di più. Una sorta di meraviglioso sbalordimento.[…] non riuscivo a introdurre dei personaggi in una stanza senza descrivere tutti i mobili. Lei mi dice che Hemingway insegnava a non descrivere mai i personaggi. So tutto di quella regola. Ma tiro dritto.
La letteratura è cannibalismo con la macchina da scrivere.