Joanne Kathleen Rowling – Libri
Senza questo ricordo lasciamo il destino del nostro mondo al caso.
Senza questo ricordo lasciamo il destino del nostro mondo al caso.
Il codice IBAN è il numero più lungo del mondo. Un numero lungo come le balle dei cani da caccia. Sicuramente più di parecchi piselli. Che spesso somigliano invece al CIN.
In realtà, caro ministro, lei li fa divertire perché ha paura di loro. Rumore, sempre rumore, mai il silenzio dei libri, mai. Bisogna reagire, bisogna fare qualcosa, il ministro vi inganna, piccoli miei, lo sa bene, lui, che la rivoluzione non si fomenta nel rumore, ma nel silenzio mormorante delle letture personali.
Voi lavorate per stare al passo della terra e dell’anima della terra.Giacché essere pigri è estraniarsi dalle stagioni, uscire dalla processione della vita che solenne e in fiera sottomissione avanza verso l’infinito.Quando lavorate siete un flauto nel cui cuore il mormorio delle ore diviene musica.Chi tra voi ambirebbe essere una muta canna silente, quando ogni altra cosa canta all’unisono?Sempre vi è stato detto che il lavoro è una maledizione e la fatica una sventura.Ma io vi dico che lavorando esaudite una parte del sogno più remoto della terra, a voi affidato allorché quel sogno nacque,e sostenendovi con la fatica voi in verità state amando la vita,così, l’amarla sforzandovi nel lavoro è entrare in comunione col suo più riposto segreto.Ma se nella vostra pena definite il nascere un’afflizione e il sostentamento della carne una maledizione scritta in fronte, allora vi rispondo che nulla fuorché il sudore della fronte potrà cancellare quel che vi sta scritto.Vi è stato anche detto che la vita è tenebra, e nella stanchezza fate eco a ciò che gli stanchi han detto.Ma io vi dico che la vita è invero tenebra se manca il desiderio.E ogni desiderio è cieco se manca la conoscenza,e ogni conoscenza è vana se manca il lavoro,e ogni lavoro è vuoto se manca l’amore;e quando lavorate con amore voi vincolate voi stessi a voi stessi, e l’uno all’altro, e a Dio.Cos’è, lavorare con amore?È tessere un panno con fili del vostro cuore, come se quel panno fosse per chi voi amate.È costruire con affetto una casa, come se ad abitarvi dovesse entrarci chi voi amate.È spargere i semi con tenerezza e poi raccogliere nella gioia, come se a mangiare di quei frutti dovesse essere chi voi amate.È impregnare tutto ciò che voi fate con un alito del vostro spirito,sapendo che tutti i venerati morti vi stanno intorno e v’osservano.Sovente vi ho sentiti dire, come parlando nel dormiveglia: “Colui che lavora il marmo e scavandolo trova l’immagine della propria anima, è più nobile di chi ara la terra.E colui che afferra l’arcobaleno e lo stende su una tela nell’effigie dell’uomo, vale più di chi foggia i nostri calzari”.Ma io vi dico, non nel dormiveglia ma nel desto e vigile fulgore del meriggio: il vento parla con dolcezza eguale alla quercia gigante e all’ultimo dei fili d’erba;grande è soltanto colui che trasforma la voce del vento in un canto reso più dolce dal proprio amore.Il lavoro è amore visibile.E se non potete lavorare con amore ma solo con disgusto, meglio allora che l’abbandoniate andandovi a sedere ai cancelli del tempio per ricevere l’elemosina da chi lavora con gioia.Se difatti cuocete il pane nell’indifferenza, voi preparate un pane amaro che poco sfama l’uomo.E se di malavoglia pigiate l’uva, nel vino il vostro sentimento distilla un veleno.E se pure cantate come angeli, ma senza amare il canto, rendete l’uomo sordo alle voci del giorno e a quelle della notte.
Riordino i pensieri, e osservo un po’ la mia vita. Sono molto intimo con me stesso nelle ore del mattino. Molto più che la sera. Mi capita spesso, quando vado a letto, di pensare alle mie cose, ma negli anni ho scoperto che al mattino sono più buono con me stesso. Più tranquillo.
Considerava i suoi figli in modo assai incoerente, un po’ suoi compagni di congiura e un po’ suoi nemici. È l’unica madre, che io sappia, ad aver dato ai figli la colpa d’un marito sbagliato da lei scelto. Considerava la nostra nascita come altrettanti crimini a suo danno. Eppure di rado si lagnava del suo destino. Non ammetteva mai (tranne in rari sfoghi) che alcunché fosse sgradevole. Aveva un eroico lessico di frasi ottimistiche. In pubblico, esagerava nel mostrarsi felice. A Colleton si offriva volontaria per ogni opera di beneficenza. Si fece fama di una su cui si poteva sempre fare assegnamento. Gli estranei la consideravano dolce, bella, industriosa, troppo in gamba per suo marito. Da mio padre ho ereditato il senso dell’umorismo, la resistenza alla dura fatica, un carattere collerico, pericoloso, l’amore per il mare, un’attrazione per il fallimento. Da mia madre ho ricevuto doni più oscuri e preziosi: amore per la lingua, capacità di mentire senza rimorso, istinto omicida, passione per l’insegnamento, pazzia e fanatismo romantico. Luke, Savannah e io abbiamo ereditato tutte queste tendenze in misura diversa. Mia madre così riassumeva: “Luke, il fanatico. Tom, il fallito. Savannah la pazza”. Lila Wingo non perdonò mai, e fece scontare duramente, alla città e alla famiglia, di non aver capito che vergogna fosse per lei, essere semplicemente la moglie di un pescatore di gamberi.
Ma lei – quel dono– l’aveva avuto fin dalla prima infanzia, e il Signore del Sole non poteva toglierglielo, poiché non era stato lui a darglielo.