Carlos Ruiz Zafón – Libri
E i giorni smisero di avere un nome…
E i giorni smisero di avere un nome…
Da bambino sognavo spesso i mostri… e riuscivo a fregarli, ma anche ora da grande qualche volta mi capita di sognarli… ma non riesco piu a fregarli.
Come diceva Rimbaud le storie iniziano in mille modi diversi, belli, originali anche, ma finiscono tutte, sempre, allo stesso modo: per una squallida, onesta, per niente originale mancanza d’amore.
La felicità della donna che si ama, quando questa felicità viene da un rivale, è una tortura per un geloso. Ma per un geloso com’era Raul, per questo cuore che per la prima volta si impregnava di fiele, la felicità di Luisa era una morte ignominiosa, la morte del corpo e dell’anima.
Prima o poi… quando tutte le piume torneranno da me… ricorderò senz’altro ciò che eri per me… Shaoran.
Qualche decina di anni fa assistetti a un funerale in un cimitero cristiano di Mission, nel sud Dakota. Dopo che il corpo fu calato nella fossa intorno alla quale erano riunite numerose persone in lacrime, una vecchia donna fece un passo in avanti e depose un’arancia sulla bara. Il sacerdote che aveva officiato la cerimonia si precepitò a gettare via il frutto dicendo: “Quando pensate che il defunto potrà venire a mangiare quest’arancia?”Uno dei sioux presenti rispose: “quando l’anima verrà a sentire il profumo dei fiori”.
Mi chiesi come fosse possibile sentire tanto distante una persona e nel contempo essere in grado di leggere ogni sua espressione.