Laurence Sterne – Libri
Ma questo c’entra come i cavoli a merenda – perché ne parlo? Chiedetelo alla mia penna è lei a dominarmi, io non la domino.
Ma questo c’entra come i cavoli a merenda – perché ne parlo? Chiedetelo alla mia penna è lei a dominarmi, io non la domino.
“Un bel regalo riciclato”, mi disse serio. Mi prese il polso sinistro e sfiorò per un attimo il braccialetto d’argento. Poi mi restituì il braccio.Lo osservai con attenzione. Dalla parte opposta della catena rispetto al lupo adesso era appeso un cristallo a forma di cuore. Aveva un milione di sfaccettature, perciò brillava in maniera impressionante persino sotto la luce smorzata della lampada. Restai senza fiato.”Apparteneva a mia madre”. E si strinse nelle spalle. “Ho ereditato diversi ciondoli come questo. Ne ho regalato uno a Esme e uno ad Alice. Insomma, è chiaro che non è un granché”.Sorrisi mesta a questa sua ultima affermazione.”Ma mi rappresenta bene, credo”, continuò. “È freddo e duro”. Rise. “E, se esposto alla luce, irradia arcobaleni”.”Dimentichi la similitudine più importante”, sussurrai. “È bellissimo”.”E il mio cuore è muto come lui”, disse fra sé. “Anche quello ti appartiene”.
In un libro le parole volano, come libere farfalle, nel cielo dell’immaginazione.
In considerazione della mia totale inutilità decisi di diventare scrittore.
Lo scrittore indossa più vite, il lettore le vive.
E metteremo su la casa più bella di sempre, e la famiglia più bella di sempre, tanto con te che sei la più bella di sempre tutto sarà più bello di sempre.
Se Dio non avesse voluto che l’uomo volasse, non gli avrebbe regalato i libri.