Giovanni Soriano – Libri
La solitudine, oggi, è un cellulare che non squilla mai.
La solitudine, oggi, è un cellulare che non squilla mai.
Vorrei tanto salvare la Contea, se potessi farlo, benché sia stato spesso indotto a pensare che gli abitanti sono di una stupidità e di una noia incommensurabili, e che, data la situazione, un terremoto o una invasione di draghi sarebbero la cosa migliore. Ma ora non la penso più così. Sento che finché saprò che la mia Contea è sempre qui, comoda e sicura, girovagare ed errare sarà per me più facile, conscio che in una parte del mondo c’è un appoggio stabile e saldo che mi attende, anche se non vi dovessi più metter piede.
– Sapete una cosa? Avrei detto che gli ammiragli stessero sul mare…- Anch’io avrei detto che i preti stessero nelle chiese.- Oh, bè, sapete, Dio è dappertutto…- Anche il mare, Padre. Anche il mare.
Chi comunica poco cogli uomini, rade volte è misantropo. Veri misantropi non si trovano nella solitudine, ma nel mondo: perché l’uso pratico della vita, e non già la filosofia, è quello che fa odiare gli uomini. E se uno che sia tale, si ritira dalla socierà, perde nel ritiro la misantropia.
Negli antichi testi, egizi, biblici, non c’è ironia. Neanche in Omero.
I libri possono essere divisi in due categorie: i libri di un’ora, e i libri di tutti i tempi.
Ed ecco una voce dai cieli esclamare: “Questo è il mio figliuolo, il diletto in cui mi compiaccio”.