Evelyn Waugh – Libri
Non credo che un autore serio abbia mai esitato a usare un’espressione perché è già stata adoperata. Sono i pubblicitari che si sfiancano per affibbiare epiteti incongrui agli oggetti ordinari.
Non credo che un autore serio abbia mai esitato a usare un’espressione perché è già stata adoperata. Sono i pubblicitari che si sfiancano per affibbiare epiteti incongrui agli oggetti ordinari.
Mentre osservavo le onde che andavano e venivano, vedevo anche tutti i miei difetti, uno dopo l’altro, come tante spine che facevano a gara nel ferirmi il cuore.Tutta la mia presunzione, l’arroganza, ma anche quella parte di umanità e poesia che mi hanno spesso salvato, sarebbero state cancellate per sempre dall’alta marea.Camminavo pensando a tutte queste cose e mi sembrava che il mare continuasse a chiamarmi a gran voce. Pareva dirmi: “Vieni, che aspetti, hai paura, non hai coraggio di gettarti fra le mie onde?”.Avevo nel cuore un gran pianto e una pena infinita per tutto quello che avrei lasciato, per le persone care, per mio padre e mia madre, per la compagna della mia vita, per mia sorella, per tutti coloro che mi volevano bene.(Da “Alle porte della vita”)
Tutto ti ricorda tutto qua e sono tanti i ricordi da sedare, abbandonare, annullare. Parole e volte da evitare cercando sconosciute situazioni. Reinventare. Reinventare un passato e un futuro. Nuova polvere e nuove acque.
Sento un po’ la mancanza di tutti quelli di cui ho parlato. Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, finisce che sentite la mancanza di tutti.
Da un certo punto di vista si può considerare “Cuore di Tenebra” di J. Conrad la versione “adulta” de “il signore delle mosche” di W. Golding.
“Hattie mi invitava sovente a esprimere un giudizio definitivo su Duponte e sul suo carattere.Non riuscivo a dire niente. Non riuscivo a formulare nulla di adeguato.Conservavo il ritratto tanti anni addietro, ma quella che in passato era sembrata una copia quasi perfetta ora non assomigliava per nulla a Duponte o, se è per questo, al barone. O meglio, non assomigliava a Duponte neanche lontanamente quanto le immagini impresse nella mia memoria.Eppure, rimase nella biblioteca di Glen Eliza, dove il mio amico era rimasto seduto tanto a lungo. Quando parlavo di lui, i nostri ospiti si meravigliavano che esistesse un uomo tanto raro. In quei momenti, l’interesse di Hattie per Duponte scemava. “Siete anche voi, caro Quentin, a renderlo possibile” asseriva; poi, mi rimproverava in modo scherzoso: “Si, è così, siete stato voi”.
Esistono due motivi per leggere un libro: uno, perché vi piace, e l’altro, che potrete vantarvi di averlo letto.