Arnaldo Fusinato – Medicina e salute
Arte più misera, arte più rotta, non c’è del medico che va in condotta.
Arte più misera, arte più rotta, non c’è del medico che va in condotta.
Io mantengo verso i medici una benevola diffidenza, perché a furia di studiare le malattie finiscono per considerare la salute anch’essa come una malattia.
Ti svegli al mattino e guardi “fuori”. In questo mondo di merda ci sei anche tu. Con i polmoni invecchiati dallo smog e le improvvise “allergie” che ti regalano squame adatte a sopravvivere, con la consapevolezza della progressiva metamorfosi che incombe sul tutto. Ma è pur vero che, se esteriormente tutto si va modificando in una sorta di “adattamento vitale”, altre cose restano, per nostra fortuna, inalterate: l’attaccamento alla vita, la ricerca dei valori(ne perdiamo in continuazione), il cuore.
Più della psicologia stessa, la sofferenza la sa lunga in materia di psicologia.
Non c’è medicina che curi la solitudine, ma solo la bellezza della nostra anima.
L’ultima volta che sono andato dal dottore mi ha dato tante medicine che, una volta guarito, sono stato male per un mese intero.
I medici sono fortunati: i loro successi brillano al sole e… la terra copre gli errori.