Teresa Libroia – Modi di dire
A volte credo di aver ficcata da qualche parte una calamita attira-coglioni.
A volte credo di aver ficcata da qualche parte una calamita attira-coglioni.
Entrarci come il culo con le quarantore. L’origine di questo colorito modo di dire fiorentino è attribuita a un incidente avvenuto in una chiesa fiorentina, durante l’esposizione solenne del Santissimo Sacramento, pratica conosciuta col nome di “Quarantore”. Nella chiesa gremita di fedeli sembra che un’avvenente donna si sentisse toccare da un fedele dietro di lei. Alle sue proteste, il colpevole cercò di spiegarle, più con i gesti che con le parole, che l’aveva fatto senza malizia, a causa dell’affollamento: “Sono le Quarantore!”, al che la donna ribattè con questa espressione: “Cosa c’entra il culo con le Quarantore?”
Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire, come non c’è peggior monco di chi non vuole darti una mano.
Per favore, non dirmi “un attimino”. C’è l’antico detto “cogli l’attimo!”, non esiste “cogli l’attimino!”
Cercare paglia per centomila cavalli.
Volere la botte piena e la moglie ubriaca.
Ho voglia semplicemente di piangere lacrime calde, lacrime acide che consumano gli occhi. Un perché non c’è. Ma forse vorrei solo provare a scacciare da me tutto questo vuoto. Perché tutto questo nulla che si sta radicando in me fa male… mi fa sentire spenta.