Giuseppe Catalfamo – Morte
Che schifo quegli “amici” che quando sei vivo, sei morto…e quando sei morto ti resuscitano rimembrandoti.
Che schifo quegli “amici” che quando sei vivo, sei morto…e quando sei morto ti resuscitano rimembrandoti.
La “Catalfamo’s Silver Quasi Mayer” è lieta di presentare il box “Faccio io”, più che interattivo, autoprodurre films è oggi realtà.Molto semplice il funzionamento, 4 impostazioni per immettere i propri input.1) Scelta attori mediante avatar/clone. La gamma spazia da divi di Hollywood a politici della Brianza,passando per lucciole del centro storico genovese.2) Scelta genere. Database illimitato.3) Traccia della trama, da condensare in 250 parole.4) Durata e scelta finale, dal lieto al cazzuto.Il box “marmella” il tutto ed entro 15 minuti il film è pronto.Fan culo Hollywood, non è un offesa, è un consiglio, le cazzate mò le faccio da me.
I più bei versi, le più belle scene a teatro riguardano sempre la morte, perché il più grande messaggio dell’artista è farci comprendere la bellezza della disfatta.
Se non sarà fermato, non si fermerà. Non esistono indizi, ma segni. Non esistono crimini, solo anomalie. E ogni morte è l’inizio di un racconto.
La vita è un fiume di tristezza che sfocia nella morte.
Non possiamo non morire, in compenso possiamo scegliere come vivere.
Cerco sempre di spiegarmi il perché qualcuno se ne vada dal mondo, muoia, in una maniera o nel altra,. e sono arrivato alla conclusione che non sono le persone più belle che se ne vanno, ma quelle che potrebbero cambiare il mondo ma non l’hanno ancora fatto. Al di là del dolore e della commozione, c’è il riconoscimento, di quanto fatto e di cui non conosciamo veramente tutto. Come se fosse il dolore più puro, seppur egoistico, che ci voglia far ristringere quel corpo, magari quell’anima…