William Shakespeare – Morte
Tutto ciò che vive deve morire, passando dalla natura all’eternità.
Tutto ciò che vive deve morire, passando dalla natura all’eternità.
Un conto è morire, un conto è parlare di morte.
Il mondo intero non è che una vasta prigione nella quale ogni giorno qualcuno viene estratto a sorte per essere giustiziato.
Mi arrenderò solo alla morte… ma non è detto!
La freccia gli si piantò alla base del collo ed egli si accasciò contro la parete e mentre l’anima gli usciva gorgogliando dalla ferita gli occhi gli s’arrovesciarono all’indietro e potè vedere per un momento dentro di sé. Vi trovò il villaggio natio, le acque scintillanti del mare e i suoi passi di fanciullo lungo la riva, sentì gli spruzzi e la schiuma e la sabbia dorata sotto i piedi, il calore del sole sulle spalle nude. Desiderò di non essere mai partito mentre, piangendo, scendeva per sempre nel buio e nel freddo.
Quella gente che ha più rispetto per i morti che non per i vivi è decisamente pericolosa.
Let those who are in favour with their starsOf public honour and proud titles boast,Whilst I, whom fortune of such triumph bars,Unloocked for joy in that I honour most.Great prince’s favourites their fair leaves spread.Chi è in favore delle proprie stellesi vanti di pubblico onore e superbi titoli,mentre io, cui la sorte nega simili trionfi,godo insperatamente chi maggiormente apprezzo.I favoriti dei potenti schiudono i bei petali