Giuseppe Acciaro – Palindromi
Otri e dive vide irto.
Otri e dive vide irto.
I nipoti e i topini.
E vide tre cortei di nani dietro certe dive.
Catturato dai suoni, mi auguro di non venirne mai liberato.
Lui ha patito brutte esperienze, io sono stato, anche artatamente, disinformato. Lancio una mela, la mangia dopo qualche istante vincendo le ultime reticenze, ed io mi impongo di vincere le mie. Mi avvicino e il cinghiale fa lo stesso. Qualche barriera è caduta.
Osiride ci darà radice di riso.
Annodai mia donna.