Anonimo – Palindromi
Ena sellava cavalle sane.
Ena sellava cavalle sane.
Ero reo o ero re?
O città nuova, ti balen’Amore, l’arte t’annoda.Ci nuota, la sera, Morte ideale. Vidi matto, ratto, serrarti, Diva, i nitidi livelli ma i lati d’Eva, no! Nave d’Italia mille vili ditini avidi trarre sott’a’rottami di vela, e dietro mare salato, unica donna: te! Tra le romane l’abitavo, un attico…
Ivi Luigina cotto aveva otto cani giulivi.
Eri di Raniero, rediva l’anno dopo… danno!Dalila, sola, fè corta la legna, e secca.”Taci t…, arpia fottuta!” eruppe, e la turbò.Rogo la logorò brutale.Eppure, a tutto fai pratica…T’accese Angela l’atroce falò, salì là.Donna dopo donna, la videro reinaridire.
Onorati militari pirati limitarono.
È rosso rossore.