Nello Maruca – Poesia
Era un giugno luminoso che compare rigoglioso, nell’orto del mio ostello, il garofano.
Era un giugno luminoso che compare rigoglioso, nell’orto del mio ostello, il garofano.
I beni in comunione portano litigio.
La poesia, è ciò che sognamo, ciò che immaginiamo, ciò che desideriamo e ciò che si compie, spesso. La poesia è ovunque come Dio non è nessuna parte. La poesia, è uno dei più veri, uno dei più utili nome della vita.
Ohimè! O vita! Per queste domande sempre ricorrenti, per la folla infinita di infedeli, per le città piene di sciocchi, per il mio continuo rimproverarmi (poichè chi è più sciocco di me e più infedele?), per gli occhi invano assetati di luce, per gli oggetti perfidi, per la lotta sempre rinnovata, per gli scarsi risultati di tutti, per le sordide folle che vedo attorno a me avanzare con fatica, per gli anni inutili e vuoti di coloro che rimangono, con il resto di me avvinghiato, la domanda, Ohimè! Così triste, così ricorrente – cosa c’è di buono in tutto questo? Ohimè! O vita![risposta]Che tu sei qui – che la vita esiste, e l’identità, che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuire con un verso.
In casa piccola la donna vanta la sua sveltezza.
Per non litigare la miglior cosa è fingersi scemi.
I buoi ruminano il foraggio ché ancora vedono i prati verdi.