Dacia Maraini – Poesia
La poesia è l’operazione più artificiale che si possa immaginare. I poeti scrivono e riscrivono. Non improvvisano.
La poesia è l’operazione più artificiale che si possa immaginare. I poeti scrivono e riscrivono. Non improvvisano.
Veloci sfumature e una farfalla tra le mani che prende il volo e senza farsi fermare dal buio si ferma per un istante sopra la corteccia di un albero e le sue ali diventano come due fogli di cristallo che si riempiono della luce del sole e la rugiada che cade sopra le sue ali non le impedirà di volare.
La poesia è l’istantanea di attimo eterno.
L’immaginazione non ha frontiere, vola alta con le ali della fantasia e tutto si trasforma in poesia…
Forse, il poeta è semplicemente colui che riesce a trasformare la propria follia in poesia.
L’essere o sentirsi poeta è anche piangere la tristezza dietro il sorriso della penna.
La poesia è delle anime vergini, degli angeli, di chi crede. Naturalmente noi non viviamo più all’età d’Omero, e quindi ci è difficile trovare qualcosa in cui credere. Ma ad ogni modo, per essere poeti bisogna tornare a una necessaria condizione d’ingenuità.