Walter Di Gemma – Progresso
Un tempo l’uomo pensava alto con gli occhi al ciel, oggi pensa un po’ meno con gli occhi al cell.
Un tempo l’uomo pensava alto con gli occhi al ciel, oggi pensa un po’ meno con gli occhi al cell.
La mente sa di essere in malafede quando osa dare torto al cuore.
Evoluzione e progresso: antipodi democratici.
Per sapere se un pensiero è nuovo, non c’è che un mezzo: esprimerlo con la massima semplicità.
Ci sono vecchie foto che riguardiamo con gioia, ci sembra di rivivere ogni cosa, osserviamo i nostri volti così “diversi”, a volte non esteticamente, ma nella sostanza che solo noi percepiamo, e ci riconosciamo con altre sensazioni, altri gusti. Di alcuni vissuti avvertiamo nuovamente stati d’animo e profumi, ricordiamo ogni particolare, di come stavamo in quel preciso momento, prima dello scatto. Ci sentiamo sia vicini che lontani, in uno strano effetto spazio-tempo. Poi ci sono altre foto, quelle che scorriamo veloci, che vorremmo avere già buttato, che quasi ci infastidiscono, che ci imbarazzano per come eravamo, con le nostre sofferenze e le nostre ingenuità, di cui sentiamo ancora un disagio misto a vergogna, immagini rovinate da quegli attimi che vorremmo dimenticare, da storie che non ci appartengono più, come vecchie fotografie di cui ci è rimasto soltanto il negativo.
Si arriva a un punto di crescita in cui offendiamo, schiacciamo e rinneghiamo i nostri valori, a tal punto da commettere sbagli qualche volta irreparabili, ma è proprio la volontà di superare questi confini a riportarci avanti. Ciò che prima era solo teoria, rigore, ora è conoscenza, consapevolezza. Ed è non senza sofferenza che i valori acquistano vero significato, quasi dovessero morire nell’errore per rinascere definitivamente onesti.
Reggere alcune verità è difficile, i più si allontanano fingendosi in perenne disaccordo.