Enrico Giuffrida – Religione
La monotonia, frutto della nebbia dell’animo, si traduce in sorgente di errata ricerca del piacere e distruzione di ciò che la chiesa a volte appella “tempio di Dio”
La monotonia, frutto della nebbia dell’animo, si traduce in sorgente di errata ricerca del piacere e distruzione di ciò che la chiesa a volte appella “tempio di Dio”
Nello spazio del mio cuore ho trovato un angelo… non chiedete spiegazioni alle mie parole… partono dal cuore ed è nel vostro cuore che vogliono arrivare… e quell’angelo è ora… il mio migliore amico, mi parla con voce saggia e sicura.
In questo nostro mondo, ricco di potenzialità, ma anche estremamente complesso e problematico, è più che mai urgente costruire sulla roccia della fede… Secondo la più pura tradizione giudaica, che è stata ripresa e sviluppata dalla tradizione cristiana, il mondo poggia su tre colonne:La lettura e l’ascolto della Parola di Dio.La preghiera pubblica e quella personale.Le opere di misericordia, cioè l’azione ispirata dall’amore.
Il fondamento di tutte le religioni deriva dal sentimento di dipendenza dell’uomo. L’oggetto di questo sentimento di indipendenza, originariamente altro non è che la natura. È la natura il primo, l’originario oggetto della religione, come è abbondantemente dimostrato dalla storia di tutte le religioni e di tutti i popoli.
C’è chi ha bisogno di questo referente che trascende la vita. Ma c’è una trascendenza molto più elementare: le persone che sono qui davanti mi trascendono. Hanno una loro visione del mondo. Perché non instauriamo una trascendenza orizzontale invece che una trascendenza verticale. Perché invece di parlare con Dio non parlo col prossimo mio. Non era una anche delle massime di Gesù? Quando diceva che nel prossimo c’è l’immagine di Dio. Allora cominciamo a parlare con la gente, insomma, a questo punto. Perché è già trascendenza riuscire a intendersi con un altro. Non c’è bisogno di parlare col Dio ignoto, dove a parlare sono solo io perché tanto lui non risponde, se non le parole che io penso che lui dica. Che sono poi gli esaudimenti dei miei desideri.
Dio possiede i poveri e perciò essi possiedono Dio.
Per spiegare la morte di Dio e del suo regno c’è la scienza, la matematica, ma anche, se si vuole, una poesia amara e lontana, la poesia del non ritorno: vuole a tutti costi, a costo della vita di tutti i mondi, vuole vestirsi dei morti il Figlio delle sfere celesti, la mensa è la sua perdizione, non la salvezza, è la malattia, non la cura, è il problema, non la soluzione. E tuttavia qui non può essere altrimenti, la realtà ha sempre avuto denti. Splendenti di grazie ed eternità rapite e assassinate, cadono gli angeli come meteore infuocate divorandosi a vicenda; improvvisamente bruciato l’universo fino all’ultima candela.