Albert Einstein – Religione
L’idea di un Dio personale è un concetto antropologico che non sono capace di prendere seriamente.
L’idea di un Dio personale è un concetto antropologico che non sono capace di prendere seriamente.
Ogni freccia che spari prima di conficcare il nemico attraversa l’anima di Dio.
Niente è più specifico all’uomo della capacità di religione e del senso di una divinità.
Non riuscendo a vederne i limiti, neghiamo l’esistenza di Dio.
Credo che uno degli errori madornali di Gesù Cristo, sia quello di credere che le parole, le opere, modifichino la realtà (si avvera quello che è scritto). I falò dei libri, bruciati anche per questa convinzione considerandoli vanità, non cambiano le idee. O scriverne di altri secondo i propri desideri e non secondo la verità (che comunque hanno diritto di esprimersi) non cambia quello che è e non lo modificano. Vedere cause ed effetti è una qualità che non si acquisisce divorando lo spirito, l’energia di chi si uccide, anzi si nega in questo modo, crollando sotto il peso insostenibile dell’ingordigia. È qualcosa di innato e onesto che vive da se stesso, non secondo le qualità altrui messe come maschere. Desiderare che sia il contrario, nemmeno la parola creatrice lo potrebbe mai rendere reale, senza estinguere persino se stessa.
Sono uno strumento nelle divine mani.
Dio si serve dei venti contrari per condurci in porto.