Vincenzo Costantino – Ricchezza & Povertà
Non tutti conoscono il valore delle cose, perché non tutti conoscono la fame.
Non tutti conoscono il valore delle cose, perché non tutti conoscono la fame.
Se ci fosse chi riesce a vivere senza mai servirsi del denaro, lo Stato esiterebbe a chiedergliene. Ma il ricco, per non fare paragoni spiacevoli, è sempre colluso con l’istituzione che lo fa ricco. In termini assoluti, più soldi corrispondono a minor virtù, poiché il denaro si insinua tra l’uomo e i suoi obiettivi e glieli ottiene, però a scapito della sua onestà. Mette a dormire molte domande alle quali quell’uomo altrimenti avrebbe dovuto rispondere, mentre la sola domanda che gli pone è dura e superflua, come spendere.
Si è soli con se stessi tra il deserto della gente.
Gli esseri umani sono una razza di altruisti, invidiano spesso le cose e le ricchezze degli altri.
Non ho mai voluto i soldi del Serpente, né sporcare la sua nobiltà. Un conto in banca riguarda solo chi ce l’ha, e la nobiltà giudica sé stessa.
Nulla è scandaloso quanto gli stracci e nessun crimine è vergognoso quanto la povertà.
La ricchezza materiale è relativa rispetto alla serenità del nostro essere. Ed è proprio la serenità interiore che ti permette di superare tanti ostacoli, travolta da questa società ormai agli estremi.