Marco Zuccaro – Ricordi
La nostalgia è il modo che ha la vita di riprendersi ciò che ti ha dato.
La nostalgia è il modo che ha la vita di riprendersi ciò che ti ha dato.
Le pagine della vita scorrono veloci sotto i tuoi occhi… vuoi acchiapparle e ti accorgi che corrono via trasportate dal tempo…ti supera e non riesci a stargli dietro… questo tempo ha il primo posto sul podio e tu? Lo insegui? È fiato sprecato…Non si torna indietro e non restano che sottili ricordi vividi, a volte, sono sfocati, ma rimanono fermi? Già te lo chiedi… peccato che risposta non ce n’è.Vivi alla giornata, credi, spera, ama. E nel peggiore dei casi, urla ciò che senti. Solo così potrai uscirne viva… viva dalla vita stessa.A volte, si rimane intrappolati dentro un ragnatela e si rimane fermi senza sapere perché… si aspetta qualcuno che venga a salvarci… chissà chi arriverà… il cuore di pietra ce l’hanno in pochi…il tuo è di cera, si scioglie subito…non buttarti giù, attenta! I sogni sono ancora li, nessuno è riuscito a cancellarli. L’idea c’è sempre stata, lo sai. È dentro di te. Tranquilla, è tutto a posto adesso. Curati e vedrai, sotto le bende, le cicatrici, a poco, a poco, guariranno.Non temere. Non temere. Se un giorno, bruceranno ancora, vuol dire che nulla ti è stato regalato, hai sudato e sei cresciuta. Calma… le stelle son ben disposte in cielo, non sono spente, brillano ancora. Cercali i sogni… aspettano solo te…
Lo so che i ricordi a volte possono fare male. E so anche quanto la mente spesso si impunti nel non voler cambiare le sue rotte. Puoi andare lontanissimo, ma niente di ciò che hai nella mente e nel cuore potrai mai lasciare abbastanza lontano. È difficile non cadere in questa forma “malinconica” che a volte prende, ancora più difficile uscirne, ma anche le lacrime a volte in questi casi sanno farti capire che ne hai versate fin troppe e ora è giusto tornare a sorridere.
Alla panchina ho trovato pensieri e ricordi, un frammento di universo che mi ha mostrato che tutto ciò che pensavo riguardo al mondo e a lei era sbagliato, mi ha mostrato che non capivo, che avevo paura, avevo paura dell’amore e cercavo di nasconderlo dietro una recita, quando in realtà avrei potuto esprimerlo semplicemente essendo me stesso. Alla panchina ho trovato il destino e seppur dolore coli dai miei occhi non provo né paura né rassegnazione. Un bagliore lontano mi conduce poiché non tutti coloro che vagano sono smarriti. Il sole di luglio è andato e splende alle mie spalle, ma nella via del dolore troverò la mia torre nera. E forse un giorno troverò oltre il velo di questo mondo un cuore vero da chiamare casa.
Ieri è l’oggi finito. Domani è l’oggi che ritorna.
Nel mare della nebbia un bacio portato dal vento sogno. Una carezza che scaldi il mio cuore intrappolato nella morsa del gelo.
C’è sempre qualcosa, qualcuno, che abbiamo avuto nella nostra vita, che resta attaccato ai sentimenti. Non importa il tempo. Un’estate o una vita sono concetti che le emozioni non conoscono. Esse si innestano in un lembo della nostra esistenza e lì tacciono finché non gli passiamo inavvertitamente il respiro vicino e le solleviamo. Così noi le respiriamo nuovamente e ci sembra di tornare a quel vissuto, a quella persona. Ma quel qualcosa non appartiene davvero a chi abbiamo conosciuto. Quel qualcosa in realtà era già in noi molto tempo prima che lo incontrassimo. Semplicemente il suo passaggio ce l’ha rivelata, ed è qualcosa che siamo non qualcosa che abbiamo, di buono o di cattivo. Ma buono e cattivo sono solo aggettivi ed ogni aggettivo è relativo a ciò con cui si vuole misurare. Lasciamo la misura a geometri e ragionieri. Non siamo anime, vite. Assaggiamo i frutti di tutto quello che scopriamo e sputiamo via i semi, non perché siano cattivi, ma perché crescano altri frutti e altri possano apprezzare ciò che abbiamo assaggiato.