Ilaria Pasqualetti – Ricordi
Non possiamo dimenticare, possiamo solo prendere i ricordi, belli o brutti che siano e lasciare che siano solo pezzi di un puzzle chiamata vita.
Non possiamo dimenticare, possiamo solo prendere i ricordi, belli o brutti che siano e lasciare che siano solo pezzi di un puzzle chiamata vita.
Le lacrime non dimostrano mancanza di forza, le lacrime dimostrano sensibilità e soprattutto la forza di buttar fuori ciò che ci fa star male.
Una delle parole più interessanti, è “buco”. Ha dei significati e delle logiche diverse, o simili, in praticamente tutte le dottrine: ogni parte della scienza, inclusa la fisica e la matematica, architettura, religione, filosofia, medicina/anatomia, usato nella sua forma volgare per sfottere, o per andare da qualche parte. Un buco è il cerchio destino, è arte se è perfetto, ha due parti, entrambe di nature diverse, quella dell’ombra e della luce. Per qualcuno era stato il segnale di ingresso, tanto tempo fa, il modo per scoprire di aver attraversato la soglia, ed essere entrato in un nuovo universo, anche se questo fa parte di una scienza singolare ed unica, il sogno.
I ricordi sono il fermento che tiene accese le emozioni dei momenti irripetibili della vita, senza di essi l’amore non sarebbe mai amore.
Ad un certo punto è necessario decidere, decidere di pensare a noi ed alla nostra felicità, perché abbiamo dato talmente tanto agli altri che a noi non è rimasto niente, o forse solo il rimpianto di non aver deciso prima.
Ricordi assopiti nella scatola del cuore. Ricordi fugaci che danno ancora calore.
Alle volte penso che niente abbia una senso, o almeno non quello che dovrebbero avere, mi ritrovo a combattere con muri di gomma e strade senza uscita, a lottare contro chi vuol dipingersi un santo essendo un diavolo e con chi vuol far credere di essere sincero invece è il peggior bugiardo, e sono tutte lotte inutili visto che contro la stupidità umana è difficile vincere.