Giuseppe Vasquez – Frasi Sagge
Parlare è importante, ma saper tacere lo è di più.
Parlare è importante, ma saper tacere lo è di più.
Il dolore ti fa leggere dentro, la gioia ti fa guardare fuori. Entrambi servono per completarti.
L’invidia è una stima malata.
Nella vita bisogna sempre combattereanche se si pensa di essere sconfitti…
Il futuro è ignoto. Anche domani non sai cosa farai o come sarai ma questo non deve portare alla scusa dell’insicurezza.È ammirabile la sincerità di alcune persone che non hanno la minima idea del loro futuro lavorativo e relazionale ma capire l’ignoto e avere una certa consapevolezza non deve portare a nessuno eccesso… nemmeno a quello della debolezza.Certo sempre meglio di quella gente che promette ed è sicura del proprio futuro ma parla per arroganza o per accontentare qualcuno.Vele di cemento, in mezzo al mare, che crollano nella propria finta consapevolezza…
Il tempo non cambia chi non vuole cambiare.
Per molto tempo crediamo di conoscere la natura dei nostri desideri, delle nostre inclinazioni e dei nostri stati d’animo. Ma poi arriva un attimo in cui un’esplosione assordante ci avverte che viviamo in luoghi diversi da quelli in cui vorremmo vivere, che non ci occupiamo delle cose per cui abbiamo attitudine, che cerchiamo i favori o suscitiamo la collera di persone con cui non abbiamo nulla in comune, mentre ci manteniamo distanti, sordi e indifferenti nei confronti delle persone di cui proviamo nostalgia e a cui siamo legati da un vincolo profondo. Chi non presta ascolto a un tale avvertimento rischia di vivere una vita goffa e dimezzata, senza mai essere veramente se stesso. Non è un sogno, e neanche un “sogno a occhi aperti”: è uno strano, rapinoso stato d’animo quello che ci rivela quali siano i nostri compiti, i nostri obblighi e il nostro destino, e che cosa, nella nostra vita, appartenga esclusivamente a noi; questi istanti ci mostrano ciò che vi è di personale nella nostra esistenza, quello che entro i limiti angusti della condizione umana costituisce l’essenza specifica dell’individualità. In tali momenti non mi sono mai attardato a riflettere, ho sempre obbedito al segnale senza la minima esitazione, con la placidità di un sonnambulo.