Oriana Fallaci – Frasi Sagge
“Se ci fermassimo a considerare ciò che ha buon senso e ciò che non lo ha, ciò che è possibile e ciò che non lo è, la terra smetterebbe di girare. E la vita perderebbe il suo scopo”
“Se ci fermassimo a considerare ciò che ha buon senso e ciò che non lo ha, ciò che è possibile e ciò che non lo è, la terra smetterebbe di girare. E la vita perderebbe il suo scopo”
Non disdire mai l’appuntamento con un sogno. Se è permaloso non te ne darà un altro.
Dice il faggio: Non non essere cipresso, se guardi troppo ontano ti perdi le bellezze della vite.
Sono sempre stata una persona cordiale, alla mano. Una che si fida troppo delle persone, e anche se viene ferita non sa portare rancore. Sbraito molte volte, perché sono impulsiva e frettolosa, ma dopo mi un po’ mi passa subito. “So perdonare” perché comprendo che tutti possiamo sbagliare, anch’io in prima persona so di avere sbagliato, ma so anche rimediare. E credo che l’importante sia proprio questo “rimediare ai torti fatti”, asciugando le lacrime con la seta della comprensione, porgere una mano e in qualche modo vivere quel poco tempo a disposizione nel miglior modo possibile.
Il “banale” guarda e imita, il “se stesso” osserva e impara.
Rispetta ciò che hai perché quando non lo avrai più lo rimpiangerai.
Essere sensibile è un po’ come essere un attento ascoltatore di musica, che riesce a “sentirsi” addosso ogni vibrazione prodotta da essa, a distinguere ogni singola nota, a carpire l’intonazione se calante o crescente, ad individuare tra i tanti strumenti, la melodia scandita di quello più dolce o più triste. Essere sensibile vuol dire percepire le variazioni di tono della voce quando l’umore varia, proprio come se la voce fosse una musica dalle infinite sfumature cromatiche. Essere sensibile vuol dire notare ogni minimo dettaglio, ogni minimo cambiamento se pur insignificante, ogni silenzio, ogni rumore, ogni parola non detta, ogni emozione trattenuta ed inespressa. Essere sensibile vuol dire immedesimarsi in ogni circostanza, in ogni sofferenza, anche in un gattino abbandonato e sporco che implora pietà ad ogni passante. Chi è sensibile soffre, di un dolore muto e soffocante, per le sofferenze del mondo. Chi è sensibile piange in silenzio senza lacrime, per ogni lacrima versata e dileguata. Chi è sensibile, sente la musica del mondo, e trae la forza da ogni vibrazione eterna e senza fine, che ogni corda tesa risuona nel suo cuore. È musica, la musica dell’anima!